MIRABILIA 2026 A UDINE: in Fiera per discutere e confrontarsi su futuro del turismo, dialogo tra intelligenza artificiale e antiche radici

L’innovazione digitale entra nei siti Unesco e il saper fare italiano conquista i buyer mondiali nel cuore del Friuli. Proseguono fino anche a tutto domani (merc. 17) i B2b di oltre 500 operatori al padiglione 6.

 

I temi del convegno di avvio della XIV Borsa del Turismo Culturale e dell’Agroalimentare a Udine Esposizioni con un forte appello: mettere al centro l’uomo e coesione del sistema tra digitalizzazione, eccellenze gastronomiche e la forza economica dei patrimoni dell’umanità.

 

Sergio Emidio Bini

È questione di conservazione della memoria e sostenibilità, valorizzazione e rispetto.  È  , sempre più, questione di dare un’anima digitale alla storia per parlare alle nuove generazioni, però lasciando al centro di tutto l’uomo. La XIV Borsa Internazionale Mirabilia a Udine parte con una certezza: l’Ia non rimpiazzerà il cuore del viaggio, ma diventerà la bussola digitale per preparare e personalizzare l’esperienza autentica. Proprio mentre i B2B tra oltre cento buyer mondiali e oltre 300 eccellenze imprenditoriali del turismo e dell’agroalimentare di tutta Italia entravano nel vivo, il convegno di apertura dell’evento, nel quartiere fieristico Udine Esposizioni e con la moderazione della giornalista e conduttrice Tessa Gelisio, ha tracciato la rotta di una promozione che fonde il “bello ben fatto” con gli algoritmi più avanzati.

Mirabilia 2026 è organizzato in Fvg dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, con il coordinamento di Isnart, con Unioncamere e la collaborazione di PromoTurismoFVG.

Giovanni Da Pozzo

La voce del sistema camerale e delle istituzioni

Il valore della coesione e della collaborazione fra istituzioni e privati è stato il filo rosso che ha unito i vertici della Borsa. Dopo i saluti introduttivi del presidente di Udine Esposizioni Antonio Di Piazza, che ha evidenziato l’apertura del quartiere fieristico a grandi eventi come Mirabilia, Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha tracciato la visione per i prossimi anni: «Le nuove tecnologie sono fondamentali purché rimanga l’uomo al centro, inserendo questa ricchezza all’interno di un percorso che le nuove generazioni possono apprezzare». Andrea Prete, presidente di Unioncamere, ha richiamato il concetto di identità nazionale citando un termine caro alla presidenza della Repubblica: «Esiste un patriottismo dolce che mette insieme quei valori comuni che sono una catena del piacere dell’essere italiani. Il patrimonio storico e la tradizione enogastronomica sono le radici del nostro orgoglio». Loretta Credaro, presidente di Isnart, ha invece posto l’accento sulla forza dei dati: «Con l’approccio di Mirabilia rendiamo un po’ più “romantici” i numeri che sono alla base del nostro istituto di ricerca, per dare a tutto il sistema camerale indicazioni a supporto dell’attività delle imprese. Il patrimonio culturale è il primo motivo per cui un turista viene in Italia».

Antonio Di Piazza

Le conclusioni politiche della giornata sono state affidate all’assessore regionale al turismo e alle attività produttive Sergio Emidio Bini, che ha rivendicato il successo del Friuli Venezia Giulia sulla scena internazionale: «La nostra regione è tornata a essere l’ombelico del mondo per la promozione turistica e culturale. Abbiamo abbattuto campanili: o si fa squadra o si va poco lontano, si è finiti».

L’intelligenza artificiale come nuovo linguaggio dei siti Unesco

Ciò che è emerso con più forza riguarda il salto tecnologico dei siti archeologici e naturali regionali, dove il digitale serve ora per la pre-narrazione, per allenare il visitatore prima del viaggio. Roberto Corciulo, presidente Fondazione Aquileia, ha spiegato come la realtà virtuale e i nuovi strumenti siano ormai imprescindibili per comunicare con i turisti del futuro: «Il digitale ci dà una mano importante soprattutto in un’ottica internazionale per preparare le persone prima che arrivino». Su questa linea si è mossa anche Doris Zaccaria di The Vortex, evidenziando che «i Millennial utilizzano l’ia per programmare i propri viaggi e questo richiede un cambio di prospettiva nel mappare le risorse». Per Graziano Danelin, direttore Parco delle Dolomiti Friulane, la tecnologia deve però restare al servizio della verità del territorio: «L’autenticità della nostra terra è uno degli elementi di valore sui quali noi fondiamo la nostra promozione, mantenendola per le generazioni future». Un monito tecnico e filosofico è giunto infine da Andrea Granelli, presidente di Kanso. «L’intelligenza artificiale – ha detto – è un vero pharmacon, in greco farmaco ma anche veleno, e per gestirla serve una competenza che va oltre la dimensione addestrativa, serve cultura umanistica».

La cucina italiana da patrimonio immateriale a driver economico

Il dibattito si è focalizzato anche sulla cucina italiana patrimonio immateriale Unesco, percorso di riconoscimento che Maddalena Fossati Dondero, direttrice di La Cucina Italiana, ha descritto, collegata in videoconferenza, con emozione: «Questo riconoscimento è stato per noi italiani una vera carezza d’autostima su quelle cose che sapevamo già, permettendo al Paese di fare sistema». Anche lui in videocollegamento, il presidente dell’Agenzia Ice Matteo Zoppas ha inquadrato la portata economica di questo primato, ricordando che l’export complessivo italiano vale 643 miliardi di euro, di cui ben 72 miliardi sono riconducibili all’agroalimentare. Zoppas ha sottolineato come il traguardo sia figlio di un impegno collettivo: «Siamo riusciti a portare a termine questo progetto grazie a una regia corale che ha visto remare nella stessa direzione ministeri, agenzie e diplomazia della crescita. All’estero siamo percepiti come il “bello ben fatto” e primeggiamo in quasi tutti i mercati, e riconoscimento deve diventare strumento operativo per i nostri imprenditori. Il valore aggiunto certificato da un organo indipendente come l’Unesco ci permette di dare forza alle imprese per consolidare le esportazioni, vendere di più o posizionare i prodotti su una fascia di valore più alta, corrispondente al merito oggettivo della nostra cucina».

Concetto di sistema ribadito dal giornalista e gastronomo Fabrizio Nonis, che ha invitato a «far capire ai giovani che hanno una grande potenzialità in mano e che devono tornare ad amare il mestiere», e da Matteo Zilocchi di Promos Italia, che ha individuato nell’incontro la parola chiave: «La cucina italiana porta con sé molto più del suo valore economico, porta una storia e una reputazione che ci precede nel mondo».

Il soft power dei mestieri d’arte e il modello Friuli

Un altro pilastro del confronto udinese è stato il “saper fare” e la sua capacità di generare ricchezza. Per Paolo Colombo, dell’Università Cattolica, «bisogna uscire dalla visione dell’artigianato come “panda” in via d’estinzione e considerare i mestieri di frontiera che stanno al di là di quello che ancora non si vede». Alessandro Rinaldi, vicedirettore del Centro Studi Tagliacarne, ha aggiunto che «cultura è economia e investire nella cultura significa investire nel futuro e nei giovani. Chi vive l’Italia poi “compra” l’Italia». Tesi confermata dal progetto degli scarpets presentato da Aurelia Bubisutti, direttrice del Museo Gortani di Tolmezzo: «Era un’arte che si stava perdendo e con questo progetto abbiamo visto una risposta enorme di persone che volevano imparare per fare attività d’impresa». A supporto di queste realtà, Massimo Giordano della Regione FVG ha ricordato lo sforzo istituzionale: «Negli ultimi sette anni gli aiuti che questa giunta ha dato all’artigianato sono triplicati, perché il saper fare senza un aiuto diventa fine a se stesso».

In conclusione di convegno, con il passaggio del testimone alla Camera di Commercio di Bari per l’edizione 2027, Udine ha «confermato  il suo ruolo di laboratorio per l’economia della bellezza»,  ha commentato il presidente Da Pozzo consegnando a tutti i relatori la moneta di Jacopo Linussio, simbolo della Cciaa Pn-Ud.
Proseguono invece senza sosta le centinaia di incontri d’affari tra seller italiani e i principali mercati mondiali, che continuano anche nella giornata di mercoledì 17, per concludersi nel pomeriggio.

Comunicato stampa di Chiara Pippo
Responsabile ufficio stampa  Camera di Commercio Pn-Ud
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